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Il convento di S. Francesco, più comunemente chiamato "Collegio Vescovile Atestino", è un edificio di architettura seicentesca-settecentesca dall'aspetto massiccio che fa parte del centro storico di Este. E' situato nella parte sud-ovest della cittadina, nei pressi dell'antica cinta muraria lungo il canale detto "Canale Bisatto" o "Canale di Este".

Secolo XIII

L'antico convento venne eretto con ogni probabilità al tempo di San Francesco, senza dubbio prima del 1238 come dimostrano alcuni documenti recanti una data precedente.

DOCUMENTO: 24 gennaio 1768 -Relazione del P. Lorenzo Scalconi, guardiano di Este.

".....Il convento di San Francesco è di sicuro quello più antico tra quelli che oggi si trovano ad Este. In poche parole è uno dei primi conventi dell'Ordine Francescano.
E' incerto però l'anno esatto della fondazione, che dovrebbe risalire al 1213 e comunque prima del 1220.
I principi morali dell'ordine furono il costume e la massima apostolica imposta dal Santo Padre e dai suoi allievi, fondatori delle case religiose e dei conventi, dei quali non rimangono però atti pubblici o documenti a prova delle concessioni o delle donazioni. Le molteplici guerre avvenute ad Este dopo la fondazione del convento negli anni 1213, 1239, 1242, 1256, fino alle ultime dell'anno 1509 e 1516, hanno causato l'incendio e lo smarrimento dei documenti pubblici e privati conservati negli archivi. Per questi motivi è impossibile conoscere l'anno esatto e le modalità della fondazione dell'antico convento
".

Secolo XVII
L'attuale edificio, un tempo Monastero di San Francesco, occupato dai P.P. Minori Conventuali, venne costruito nel 1636 da Bortoloni, celebre letterato e filosofo estense. Il progetto fu realizzato su disegno di Antonio Zuccato con una spesa di oltre ventimila ducati (è oggi impossibile determinare la somma equivalente in euro).
Il Convento, strutturato su pianta rettangolare regolare, ha un arioso porticato interno che contiene nella sua altezza il piano terra ed il piano mezzanino; a livello superiore troviamo un piano nobile di notevole altezza interna che ne riproduce il percorso. Il chiostro, che racchiude il cortile interno, splendido e di architettura palladiana è a due ordini: inferiormente di mezze colonne in stile dorico contro i pilastri delle arcate del porticato;
superiormente in stile ionico sono le semi colonne che formano il loggiato cieco e che incorniciano leggere finestre con balaustra colonnata. Molto espressivi sono i mascheroni delle chiavi di volta; altre chiavi hanno l'emblema dell'Ordine di San Francesco.
L'edificio fu probabilmente portato a compimento, o meglio, alla forma attuale nel 1711 come avverte la lapide ancora in sito.

Architettura palladiana
Da un attento studio dell'edificio si possono intravvedere i modi dell'architetto Vincenzo Scamorzi, allievo del Palladio. Data la sua presenza ad Este intorno al 1600 e la sua scomparsa nel 1615, si può ipotizzare che il compimento dell'opera si possa attribuire ad Antonio Zuccato, capomastro locale, su disegno lasciato ai Padri dall'architetto.

Secolo XVIII
Durante il periodo napoleonico il monastero fu parzialmente occupato prima dai francesi, poi dagli austriaci.
Il 27 dicembre 1797 il Governo centrale di Padova, pur essendo stato il Veneto consegnato all'Austria, ne aveva decretato la soppressione e il 30 seguente l'inventario dei beni.
Il 4 gennaio 1798 però, arrivarono gli austriaci a prolungarne di qualche anno l'esistenza. Dapprima lo useranno come caserma e poi come Giudizio statuario. Dalle celle i prigionieri non uscivano che per andare al patibolo.
Tornato nuovamente sotto il dominio francese nel 1806, il monastero venne soppresso ed il 6 agosto 1807 venne abbandonato dai P.P. Minori Conventuali.
Dopo l'unità d'Italia il Convento di S. Francesco diventò proprietà comunale (1866) e fino alla prima guerra mondiale sotto tale amministrazione venne adibito a collegio civico, scuola elementare, scuola di disegno e ginnasio.

Secolo XX
Durante il periodo bellico 1915-1918 il convento venne trasformato in ospedale militare e infine nel 1922 diventò sede del Collegio Vescovile Atestino, per questo motivo oggi è conosciuto come Vescovile. Tale rimase fino al 1975 con l'interruzione del periodo bellico 1940-'45 quando venne occupato in vari modi dalle truppe italiane e tedesche: caserma, tribunale giudiziario, carcere di stato.


Secolo XX (seconda metà)
Dal 1975 l'edificio, pur rimanendo di proprietà comunale, è diventato sede di due Istituti tecnici superiori, gestiti per competenza dall'amministrazione provinciale di Padova (Gazzetta Ufficiale).
Nel giugno 1983, l'accrescersi della popolazione scolastica e la relativa mancanza di spazi per la didattica, in concomitanza con l'assoluta necessità di un radicale intervento di manutenzione per l'intera struttura, ha motivato l'Amm. Provinciale e in seguito quella comunale ad avviare l'intervento di restauro vero e proprio dell'intera struttura. Infatti risulta che non siano mai state eseguite opere di consolidamento fino a quel momento, ma soltanto azioni localizzate.
La struttura all'inizio dei lavori era in buone condizioni statiche e strutturali e completamente recuperabili nella sua originale forma. Nonostante ciò erano necessari urgenti interventi su problemi statici e l'adeguamento di alcuni elementi architettonici allo specifico uso pubblico.
I primi lavori sono stati effettuati per il consolidamento delle fondazioni, per passare quindi all'irrigidimento di volte e solai.
Le murature d'ambito sono state ripristinate per eliminare le fessure formatesi nel corso del tempo.
Importante è stata la sostituzione di tutti gli elementi di pavimentazione e il ripristino dei livelli originali del terreno circostante l'edificio, che erano stati nel tempo più volte innalzati.
Una volta terminati i lavori di restauro e di adeguamento nel 1997, l'edificio è diventato realmente adatto alle nostre esigenze didattiche.

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