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facciata San Francesco

Tra gli edifici religiosi, il complesso monastico di San Francesco risulta essere il più grande costruito ad Este. La costruzione che diede inizio al grande complesso è la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, edificata nel XIII Sec., alla quale venne aggiunta nel XV Sec. la Chiesa di San Francesco, la cui costruzione fu finanziata dai Marchesi d'Este, che la indicarono nel loro testamento come mausoleo di famiglia.

L’edificio presenta una pianta a croce latina a navata unica conclusa da tre absidi, nell’abside maggiore trovarono sepoltura i Marchesi d’Este, ovvero: Azzo X, Taddeo, Bertoldo e Costanza.

Il monumento di Azzo X, padre di Taddeo e nonno di Bertoldo e Costanza, si trovava sul lato sinistro (il lato del Vangelo per chi guarda dalla navata). Questo monumento era il più antico (1415), si trattava di una semplice arca sepolcrale; attigua all’arca, sul pavimento si leggeva la lapide funeraria di Costanza. Sul lato opposto, ovvero a destra, si trovava invece il monumento di Taddeo (1448), smontato nel 1464 per la costruzione dell’arca sepolcrale del figlio Bertoldo e nella quale trovarono posto anche le spoglie di Taddeo.

Successiva e diversa sarà invece la committenza del convento che verrà costruito nel 1636 da Padre Andrea Bortoloni e del quale non si ha traccia nel disegno del 1566 di Michele Lovigo, in cui compare solo la chiesa di San Francesco con il campanile.

Il monumento funebre

Il monumento dei Marchesi Taddeo e Bertoldo d’Este fu commissionato da Borso d’Este, Signore di Ferrara, che alla morte di Bertoldo (4 novembre 1463) divenne unico erede di Taddeo e di gran parte dei beni del ramo cadetto. È probabile che sulla parete che accoglieva il monumento, fossero presenti degli affreschi simili a quelli che si trovavano sul monumento di Azzo X, ma nella parete opposta. Gli affreschi sicuramente celebravano qualche episodio della vita dei due condottieri; infatti, Taddeo fu comandante militare al servizio della Repubblica di Venezia e Bertoldo sostituì il padre Taddeo nel comando della compagnia militare già all’età di quindici anni. Bertoldo morì durante la difesa del Peloponneso dall’avanzata dei Turchi, cadde gravemente ferito durante un attacco alle mura della città di Corinto: il giovane, essendosi levato l’elmo, fu colpito alla tempia da una pietra e a nulla valsero i soccorsi dei compagni d’armi.

 

monumento funebre

 

 

 

Il monumento funebre si presentava addossato alla parete destra dell’abside maggiore, il sarcofago era sostenuto da sette mensoloni, sul coperchio nessuna decorazione, solo le statue dei due marchesi, abbigliati secondo la moda del tempo e in posa. Il monumento era completato da un arco a tutto sesto in pietra, retto da due semicolonne. Nel registro inferiore, ovvero sotto il sarcofago, venne posta una lastra in pietra con l’epitaffio dedicato a Taddeo e a Bertoldo, oggi conservato nella sagrestia del Duomo di Este. Il monumento venne ampiamente rimaneggiato nel 1734, come ricorda lo storico Isidoro Alessi, e pare che nulla sia rimasto del vecchio monumento se non proprio l’iscrizione originale; infatti, il sarcofago venne interrato sotto il pavimento dell’abside maggiore e dalla metà dell’Ottocento fino a tutto il Novecento si diffuse l’opinione che l’antico monumento fosse stato distrutto nel 1797 durante la prima occupazione francese. In realtà, la documentazione archivistica rettifica questa falsa opinione perché il monumento dei marchesi d’Este non fu distrutto nel 1797, ma scomparve verso il 1810-11, e non si trattava di quello quattrocentesco, bensì di quello rimaneggiato del 1734, citato dall’Alessi.

 

 

 

 

Le vicende che hanno causato la scomparsa delle memorie artistiche e storiche della chiesa di San Francesco, dell’oratorio dei Battuti e della chiesa dello Spirito Santo sono molteplici.

Il 27 dicembre 1797, dopo il trattato di Campoformio, i Francesi, alla vigilia della consegna della Repubblica di Venezia agli Austriaci, ordinarono la soppressione e la devoluzione al demanio statale di due conventi: quello delle Benedettine di Padova (San Bartolomeo) e quello di San Francesco di Este, sequestrando tutti i beni e ordinando il trasferimento dei frati da Este a Padova nel convento di Sant’Antonio.

Gli austriaci arrivarono a Este nel gennaio del 1798, fecero rimanere i conventuali e restituirono i beni ai frati, almeno come amministrazione, ma occuparono l’ala sinistra del convento per uso militare prima e come Giudizio Statuario subito dopo, mentre l’ala destra che comunicava con la chiesa, la sacrestia e il campanile rimase ai frati.

Nel gennaio del 1806 i francesi sconfissero gli austriaci e ritornarono nel Veneto,  abolirono tutte le Confraternite laicali e con la legge del 28 luglio 1806 ordinarono la soppressione di gran parte dei conventi delle città, conservando solo pochi istituti.

Dagli inventari sopravvissuti risulta che la chiesa di San Francesco fosse molto ricca di opere d’arte e di arredi di pregio. La spoliazione ebbe inizio nel 1807 e continuò per lungo tempo. Infine, nel 1810, anno in cui vennero soppressi gli ordini religiosi, i pochi frati rimasti, otto in tutto, furono trasferiti a Venezia e iniziò la vendita delle restanti opere e arredi della chiesa.